Camminando per il centro storico di Orosei si ha la sensazione di attraversare strati di tempo sovrapposti: una torre medievale accanto a una chiesa barocca, un palazzo signorile affacciato su una piazza nata per le feste religiose, case in pietra scura che conservano cortili e portali antichi. Dietro questa armonia c'è una storia lunga, fatta di commerci, signorie e devozione, che vale la pena conoscere prima di mettersi in cammino.
Il porto dei mercanti e il Giudicato di Gallura
Il territorio di Orosei era abitato già in età nuragica, e il centro sorse in epoca romana su queste preesistenze. La sua stagione d'oro arrivò però nel Medioevo, quando la Sardegna era divisa in quattro regni autonomi, i giudicati. Orosei faceva parte del Giudicato di Gallura e conobbe un notevole sviluppo nel XII secolo, quando divenne sede di una curia giudicale, in stretto rapporto con la vicina diocesi di Galtellì.
Il motivo era il suo porto, alla foce del Cedrino, frequentato dai mercanti pisani. Un documento del 1173 cita già un funzionario incaricato del porto di Orosei, e nel paese operavano figure che riscuotevano i dazi e amministravano la giustizia tra i mercanti. Nel 1313, durante il dominio pisano, Orosei ottenne anche un proprio ordinamento comunale. Testimone di quell'epoca è la chiesa di Santa Maria del Mare, di fondazione pisana, legata allo scalo e ai traffici marittimi.
Il castello e la Prigione Vecchia
Per proteggere le attività del porto, i giudici di Gallura fecero costruire un castello. Di quella fortificazione oggi resta la torre principale, alta circa quindici metri, che domina ancora il centro storico. Nei secoli successivi la torre perse la sua funzione militare e venne adibita a carcere: per questo gli abitanti la chiamano Prigione Vecchia, in sardo Sa Preione Vezza, e la tradizione racconta che le sue pareti abbiano ospitato per lungo tempo i fuorilegge del territorio. Si trova a pochi passi dall'appartamento, ed è una delle prime cose da vedere arrivando in paese.
Un'altra torre medievale, risalente al periodo tra il XIII e il XIV secolo, sorge nel complesso di Sant'Antonio Abate, attorno a un ampio spiazzo circondato dalle casette dei pellegrini. Secondo la memoria locale, nel 1806, durante un attacco dal mare respinto dagli abitanti, proprio qui furono messi al sicuro donne e bambini.
La baronia e la famiglia Guiso
Nel 1323 la flotta aragonese conquistò il paese e l'anno seguente Orosei fu costituita in baronia, cioè in feudo, affidato a signori di origine catalana. Seguirono decenni di contese, passaggi di mano e rivolte, specchio delle lotte che per tutto il Trecento opposero gli Aragonesi al Giudicato di Arborea. A metà del Quattrocento la baronia fu acquistata dalla famiglia Guiso, che avrebbe segnato la storia locale per secoli: il ramo dei Manca Guiso mantenne il feudo fino al 1808, quando passò alla Corona.
È in questa lunga età feudale che Orosei assunse il ruolo di capoluogo della cosiddetta Baronia di Orosei e Galtellì, distinta da quella di Posada più a nord. Ancora alla fine del Seicento, nel 1686, un esponente della famiglia fondò uno spedale della carità presso la chiesa di Sant'Antonio Abate.
Chiese e palazzi del centro storico
Il cuore del paese è Piazza del Popolo, dominata dalla parrocchiale di San Giacomo Maggiore, con la sua scenografica scalinata e le cupole. Attorno si raccolgono altre chiese e oratori, segno di una religiosità radicata, e numerosi palazzi signorili costruiti dalle famiglie più facoltose tra Seicento e Ottocento: facciate sobrie, portali in pietra e cortili interni che si intravedono dai portoni.
Uno di questi edifici, in Via Nazionale, ospita oggi l'Appartamento in Casa del '600: un palazzo del Seicento restaurato con cura, che permette di vivere dall'interno l'atmosfera del borgo antico. Per scoprire i monumenti uno per uno, leggete la nostra guida su cosa vedere a Orosei.
Dormire in un palazzo del Seicento
L'Appartamento in Casa del '600 vi accoglie in un elegante palazzo signorile restaurato, a due passi da Piazza del Popolo e dalla Prigione Vecchia.