Facciata in pietra della casa natale di Grazia Deledda a Nuoro, oggi Museo Deleddiano, in una via lastricata del centro
Casa natale di Grazia Deledda, Nuoro — foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

A circa quaranta chilometri da Orosei, nel cuore della Sardegna interna, sorge Nuoro, città che ha dato i natali a scrittori, poeti e artisti al punto da essere spesso definita l'Atene sarda. Per chi soggiorna sulla costa è una meta ideale per una giornata diversa dal mare: un'occasione per conoscere l'anima più profonda dell'isola, fatta di letteratura, tradizioni e paesaggi di montagna. E il filo conduttore più naturale per scoprirla è la figura di Grazia Deledda, l'unica donna italiana ad aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura, assegnatole per il 1926.

La casa natale di Grazia Deledda

Nel rione storico di Santu Pedru, tra vicoli lastricati e case in pietra, si trova la casa in cui la scrittrice nacque nel 1871 e visse fino al matrimonio, nel 1900, prima di trasferirsi a Roma. Era una tipica abitazione della borghesia benestante nuorese, e oggi ospita il Museo Deleddiano, aperto al pubblico dal 1983 e curato dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico.

La ricostruzione degli ambienti segue le descrizioni che la stessa Deledda fece nel romanzo autobiografico Cosima: le stanze, la cucina, il cortile e il giardino restituiscono l'atmosfera della sua infanzia. Manoscritti, fotografie, documenti e oggetti personali accompagnano il visitatore nella vita e nell'opera della scrittrice, dalle prime novelle ai grandi romanzi ambientati nella sua terra.

Dal rione parte un percorso a piedi che porta fino alla chiesa della Solitudine, ai piedi del Monte Ortobene, dove riposano le sue spoglie: una piccola chiesa semplice e raccolta, molto amata dai nuoresi.

Il Museo del Costume e il MAN

Sul colle di Sant'Onofrio, ai margini del centro, si trova il Museo del Costume, ufficialmente Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde. Il complesso, progettato all'inizio degli anni Settanta dall'architetto Antonio Simon Mossa, è concepito come un immaginario villaggio sardo, con edifici che si fondono nel paesaggio. Le sale custodiscono una straordinaria collezione di abiti tradizionali, gioielli, tessuti, pani rituali, maschere e strumenti musicali provenienti da tutta l'isola: è forse il modo migliore per comprendere la ricchezza e la varietà delle culture sarde.

Gli amanti dell'arte troveranno invece nel centro cittadino il MAN, Museo d'Arte della Provincia di Nuoro, che affianca alle collezioni permanenti dedicate agli artisti sardi del Novecento mostre temporanee di respiro internazionale. Un indirizzo che sorprende molti visitatori, abituati a pensare la Sardegna solo come terra di mare.

Il Monte Ortobene e il Redentore

Alle porte della città si eleva il Monte Ortobene, un rilievo granitico ricoperto di boschi di lecci, che i nuoresi considerano la loro montagna sacra. La strada panoramica sale fino ai punti più alti, regalando viste ampie sulle vallate circostanti e sulle montagne della Barbagia.

Su uno dei suoi spuntoni domina la statua bronzea del Redentore, opera dello scultore Vincenzo Jerace, collocata nel 1901 grazie a una raccolta di fondi popolare a cui partecipò anche la stessa Deledda. Alta circa sette metri, è diventata il simbolo della città. Ogni anno, a fine agosto, attorno al 29, la Festa del Redentore richiama fedeli e visitatori con il pellegrinaggio al monte e la grande sfilata dei costumi tradizionali: ne parliamo nell'articolo dedicato alla Festa del Redentore a Nuoro. Per il programma aggiornato fate riferimento ai canali ufficiali del Comune di Nuoro.

Consiglio pratico: partite da Orosei in mattinata, dedicate la prima parte della giornata ai musei e al rione Santu Pedru e salite sull'Ortobene nel pomeriggio, quando la luce si fa più calda. Orari di apertura, giorni di chiusura e biglietti dei musei possono variare: verificate sempre sui siti ufficiali prima di partire.

Al rientro, la serata può concludersi nel centro storico di Orosei, con una cena lungo Via Nazionale e un ultimo sguardo ai tetti del borgo dal terrazzino. Per altre escursioni nell'entroterra consultate la pagina dei dintorni.

Dal mare all'entroterra, con una base nel borgo

Dall'Appartamento in Casa del '600 Nuoro dista circa quaranta chilometri: una giornata tra letteratura e tradizioni, e la sera di nuovo a Orosei.